La Grafologia in America


Copyright 2001 by Bob Backman



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Introduzione 

Molte persone  ignorano l’influenza che il pensiero europeo ha avuto sulla grafologia negli Stati Uniti. Questo articolo descrive gli esordi della grafologia in America fino al 1961.

Molto prima che Michon coniasse il termine generico di “grafologia” negli stati Uniti erano state introdotte delle nozioni di grafologia ispirate, a quanto pare, da due autori inglesi: Byerley (1823), che scrisse un saggio sull’interpretazione della scrittura pubblicato da una rivista inglese, e Isaac D’Israeli (1824) che scrisse una sezione in “Curiosities of Literature”, pubblicato a Londra. Questi autori si erano indirettamente avvicinati a Lavater. Si sa che Edgar Allan Poe lesse gli scrittti di Byerley e D’Israeli e scrisse due articoli intitolati “Autography”, usciti nel 1836. Robert Charles Sands (1838) fu pubblicato dalla rivista Knicker – Bocker con l’articolo “Thoughts on Hand-writing” (Considerazioni sulla scrittura). Anche lui abùveva letto il saggio di Byerley. 

Samuel Robert Wells era un esperto di fisiognomica e suo suocero, un certo Mr. Fowler, un frenologo; insieme fondarono a New York la casa editrice Fowler&Wells. Nei primi anni Sessanta (del 1860) Wells raccolse scritti per un libro intitolato New Physiognomy (Nuova Fisiognomica) e pubblicato dalla casa editrice nel 1865, 1866 e 1870. Il capitolo 35 è intitolato ‘Grafomanzia’, il nome scelto da Wells per la sua variante dell’interpretazione della scrittura. Grafomanzia era in buona parte basato su Moreau (1806), una traduzione francese del lavoro pionieristico sviluppato da Lavater sulla fisiognomica fin dagli inizi del 1770. La traduzione di Moreau conteneva anche notizie fornite da Hocquart e da Moreau stesso.

Nel 1880 l’editore di un giornale della Pennsylvania iniziò a pubblicare domande e risposte sull’estrazione di carbone in miniera. Nel 1891 preparò un corso da offrire per corrispondenza che copriva tutto l’argomento. Presto vennero aggiunti altri corsi analoghi e nel giro di un decennio questa organizzazione divenne la International Correspondence Schools (ICS), e nel 1928 offriva circa 300 corsi. Il modello della ICS fu rapidamente seguito da molte iniziative private e nel 1928 negli Statti Uniti esistevano 498 scuole private di corrispondenza, con oltre un milione di studenti l’anno. Presto questa idea fu applicata anche alla grafologia, per esempio Edith Macomber Hall offrì un corso di corrispondenza nell’anno 1903-1904 attraverso il N.Y. Institue of Science, Rochester  (New York).

Nel 1882 Mary Hanna Booth, un’inglese, si appassionò di grafologia grazie all’incredibile analisi della sua scrittura eseguita da Rosa Baughan. La Signora Booth prese lezioni private dalla Baughan e importò dall’Inghilterra una serie di libri sulla grafologia, ancora non disponibili in America.

La prima associazione di grafologia in America (American Graphological Society) fu fondata nel 1892 da Hugo von Hagen, un membro della Associazione Francese di Grafologia. L’associazione superò raramente i 30 iscritti e alla fine, intorno al 1921,  si dissolse.

Dal 100 alla Depressione

Sin dai primissimi del Novecento Miss Booth collaborava con vari giornali dedicati al mondo del lavoro e dell’economia ed in seguito anche con periodici come il Bookkeeper (Detroit) e lo Stenographer (Filadelfia). Inoltre ogni tre settimane teneva una sua rubrica su un quotidiano di Filadelfia. La prima volta che spedì all’editore il suo pezzo grafologico, lui lo corresse in “geografico” (in inglese graphological e geographical), supponendo che lei non sapesse scriverlo correttamente, in realtà perché fino al 1900 ben pochi amricani avevano sentito parlare di grafologia.

Ci sono prove del fatto che nel 1900 ci fossero già diverse persone attive nel campo della grafologia. Clifford Howard scrisse un libro dal titolo Graphology, venduto sotto il nome di simon Arke (1903) e poi dal 1905 sotto il nome di Howard. Tra il 1903 e il 1906 organizzò e tenne insieme a Mills Dean una scuola di grafologia per corrispondenza. Dal 1904 al 1911 a New York City vennero pubblicizzate incontri e lezioni di grafologia del Prof. George E. Beauchamp. Nel 1907 Julia Seton Sears pubblicò un libro intitolato Grapho-Psychology, offrendo anche analisi per posta.

Nel 1908 Louise Rice, giornalista e scrittrice free-lance, andò a lezione di grafologia da Miss Booth, che nel 1910 distribuiva una locandina dal titolo “Il design della firma”. Questo articolo apparve per la prima su una rivista dedicata alla stenografia e al suo insegnamento nelle scuole professionali, Stenographic and Phonographic Worlds.

Uno dei calligrafi più esperti degli Stati Uniti, Loius H. Hausman, scrisse un libriccino di 16 pagine sulla grafologia e più o meno nel 1910 lo pubblicò e vendette in proprio.

Dalla fine del 1911 fino agli inizi del 1918 un certo signor Harry H. Balkin fece una tournee con la commedia musicale girando per teatri nagli stai Uniti e in Canada. Durante questi spettacoli si vantava di aver analizzato centinaia di persone attraverso la fisiognomica, la frenologia, la chiromanzia e la grafologia. Nel 1918 pubblicò il libro The Science of Analyzing Character, che conteneva anche sei pagine sulla grafologia, in buona parte basate sul libro di Howard. Tra il 1912 e il 1921 apparvero su varie riviste mensili e quotidiani articoli di William Leslie French, poi riuniti nel libro del 1922 The Psychology of Handwriting. 

Lucas B. DeWitt emerse fra il 1916 e il 1925 e divenne il maggior promotore della grafologia in America. Durante la II Guerra Mondiale era al servizio come grafologo del Ministero della Marina a Washington e subito dopo la guerra tenne un corso per corrispondenza. Dal 1919 partì l’uscita di Knowing People, bollettino trimestrale della società da lui diretta.

Finalmente nel 1920 ecco June E. Downey, una donna americana di levatura accademica abbastanza appassionata della materia da disinteressarsi della censura di alcuni colleghi e pubblicare presso la Warwwick & York il libro Graphology and the Psychology of Handwriting. Presentava le sue argomentazioni con una logica ineccepibile. Sempre nel 1920 un altro nome di spicco fu quello di Albert L. Smith con Applied Graphology, edito da una casa editrice di buona fama per i libri sul mondo del lavoro e dell’economia. Applied Graphology era il libro di testo utilizzato per le lezioni di grafologia in più di 50 istituti professionali. Nel 1923 anche Smith mise su la sua scuola di grafologia per corrispondenza, a Boston.

Siamo nel 1924 quando anche la nostra Louise Rice inizia la sua scuola per corrispondenza, The Rice Institute of Graphology a New York. La Rice teneva regolarmente una rubrica di grafologia sul New York Evening Telegram, che riceveva centinaia di richieste di analisi grafologiche che venivano svolte dai suoi allievi sotto la sua supervisione. Nel 1925 la Rice scrisse Character and Handwriting, pubblicato sotto il nome di Laura Doremus e venduto per molti anni. L’anno successivo, 1926, fondò la seconda American Graphological Society a New York, un’organizzazione aperta ai suoi studenti e ai diplomati del suo istituto così come ad altri grafologi “adatti”che lei invitava ad aderire. Nel 1927 questa scuola divenne una grande organizzazine non – profit e nel 1928 Miss Booth fu eletta vicepresidente. Nel 1934 in occasione dell’incontro della American Graphological Society la Rice presentò Miss Booth a tutti i presenti, colleghi e amici sin dal 1908.

Alcuni degli studenti di Louise Rice divennero in seguito ben noti nel loro campo. Tra questi: Helen King, Nadia Olyanova (Andreiff), Dorothy Sara (Chatcuff), Shirley Spencer e Muriel Stafford.

Il contributo di Milton Bunker

Tra il 1934 e il 1960 la figura di maggior spicco nell’ambito grafologico fu Milton Bunker, che parlava di “grafo-analisi”. Durante questo periodo attirò l’attenzione di più americani e canadesi sull’analisi della scrittura di quanto non fossero riusciti a fare i suoi predecessori.

Bunker era un convinto sostenitore dello studio per corrispondenza che lui stesso aveva intrapreso tra il 1898 e il 1927. Aveva seguito corsi per corrispondenza di calligrafia, stenografia, inglese commerciale, dattilografia, novellistica, chiropratica, naturopatia e vendita. Studiò grafologia iscrivendosi ai corsi per corrispondenza di A.J. Smith, DeWitt B. Lucas e Louise Rice. Aveva acquistato anche il corso Busse e Gubalke. Ci sono prove del fatto che aveva compiuto delle accurate ricerche delle fonti grafologiche disponibili. Per esempio studiò: Beauchamp, Hausam, Howard, French, Smith, Saudek, Seton, Poppee, Crepieux-Jamin, Lucas, rxford, Erlenmeyer, Goldscheider, Klages, Langenbruch, Georg Meyer, Laura Meyer, Preyer, Schneidemuhl, Schwiedland, von Hagen, Wells, Byram, Gerstner.

Dal 1909 bunker iniziò a scrivere una serie di articoli, commenti e narrative come free-lance e spesso sotto pseudonimo. A 32 anni, nel 1924, avviò una rubrica mensile sotto il nome di Roger Derrick, il primo dei molti pseudonimi che utilizzò in grafologia.

Spesso si studia l’influenza della grafologia francese in America. Circa nel 1919 Bunker trovò una traduzione in tedesco del libro di Crepieux-Jamin eseguita nel 1901 da Hans Busse. Estrapolò molti dei significati dei segni e li introdusse nel suo corso senza però citare la fonte. Nel capitolo 10 “die Resultanten” è su sole quattro pagine, in cui Busse condensa senza pietà il discorso di Crepieux sulle risultanti, senza riportarne le considerazioni critiche. Da questa traduzione Bunker riprese una serie di indicazioni che rielaborò sotto il nome di evaluation (valutazione). Le traduzioni inglesi scolastiche di Crepieux fornivano assai più numerose informazioni sulle risultanti e nonostante Bunker pubblicasse il libro nel 1920/1921, a quanto pare ignorò oltre 50 pagine sulle risultanti.

Bunker in effetti aderiva all’interpretazione fissa del significato dei segni del Michon e ingnorava le proposte del Crepieux-Jamin che sottolineava il valore relativo delle definizioni delle componenti grafiche. L’approccio di Bunker fu criticato per questo e sia lui sia i suoi allievi furono cirticati anche per il fatto di non citare le fonti.

Nel 1925 Bunker divenne direttore di zona delle vendite per la International Correspondance School con mansioni tipo visitare e intervistare i candidati, addestrare i neditori, assumere e licenziare. Nello stesso anno nella sua rubrica iniziò a trattare brevi lezioni di grafologia e tenne la sua prima lezione aperta al pubblico sulla grafologia. Nel 1926 era in corrispondenza con la Rice  e, nonostante sul piano grafologico fossero in competizione, divennero amici. Nel 1928 Bunker fece delle trasmissioni radiofoniche sulla grafologia. Si candidò per la carica di Presidente della American Graphological Society, apertamente appoggiato dalla rice. Lo smacco della sconfitta, per cui rimase molto male, lo motivò a inaugurare un corso di grafologia per corrispondenza.

Nel 1929 per descrivere la sua variante della grafologia coniò un nuovo termine utilizzando la radice di grafologia, “graf” e un trattino e “analisi” (da analisi della scrittura). E così formò grafo-analisi. La definizione di grafo-analisi secondo Bunker era “Ogni segno della vostra scrittura ha un determinato valore. Ogni tratto rivelato dalla vostra scrittura ha un valore relativo ad un altro tratto – e la somma totale dei tratti è la somma dei tratti della vostra personalità”. 

Chiamò la sua scuola American Institute of Grapho-Analysis. Il nome fu scelto con cura e la parola “Institute” fu inserita nel nome della scuola di corrispondenza partendo dal principio che avrebbe valorizzato l’immagine della scuola e contribuito ad attirare un maggior numero di studenti. Aveva un buon senso del business e d’altro canto non voleva che il suo nome comparisse nel nome della scuola. Voleva qualcosa di ampio e di vasta portata che potesse comprendere tutto il Nordamerica, per questo scelse la parola “American”.

Bunker aveva un talento per l’organizzazione e la pubblicità: nel 1929 ogni mese sbrigava circa 20 000 richieste di analisi brevi, grazie ad un sistema da lui elaborato attraverso cui riusciva a valutare ogni scrittura con rapidità.

Punti dolenti di Bunker

Bunker aveva preso in prestito, adattato e rinominato il principio dei segni di Wells (1866) e di Michon (1870). Aveva preso da Wells anche la Valuation e alcuni elementi della Teoria delle risultanti di Crepieux e rielaborato tutto sotto il nome di Evaluation. Utilizzava tratti descrittivi della personalità di Wells, A.J. Smith, DeWitt, Louise Rice e almeno una ventina di altri autori, ripresi alla lettera o cambiando qualche parola. Lui asseriva di aver scoperto a sua volta oltre cento tratti collegati a segni della scrittura. Riprese brani interi da vari autori senza richiedere l’autorizzazione e senza citarli (vedi Backmann 2001) e in qualche caso questo condusse alla minaccia di azioni legali. 

Nel gennaio 1929 per esempio, Bunker ricevette una lettera protocollata dall’avvocato di DeWitt B. Lucas che diffidava Bunker dal continuare ad utilizzare materiale protetto dal diritto di autore, pena una causa davanti alla Corte Federale per plagio. 

Gli anni della Depressione

La Depressione fu causata da un crollo della Borsa nell’ottobre del 1929 e molte persone si ritrovarono di colpo in povertà. L’Institute of Grapho-Analysis sopravvisse perché Bunker comunque scriveva articoli e racconti per molti giornali e riviste e il denaro che guadagnava finiva nell’Istituto. Come raccontò Bunker: “Per alcuni anni, durante la Depressione, l’Istituto riceveva i pagamenti in bollitori di rame, lenzuola e altre cose da parte degli sttudenti gravemente copliti dalla Depressione. Non avaveno soldi perpagare ma volevano studiare. In due anni mettemmo insieme più cianfrusaglie di qaunte se ne possano trovare oggi in un negozio di seconda mano.”

Nel 1935 Bunker iniziò la pubblicazione, a scadenze irregolari, del bollettino ufficiale The Grapho-Analyst, in cui pubblicizzava i suoi corsi. Nello stesso hanno acquistò una quota in una scuola per corrispondenza inglese che promuoveva corsi di grafologia “applicata”, nella speranza di vedere il suo corso incluso nelle loro proposte al pubblico inglese.

Nel 1937  gli effetti della Depressione si erano mitigati e Louise Rice aumentò il prezzo del suo corso a $75. Bunker non perse tempo e aumentò il costo del suo a $58, mantenendo comunque un buon margine di distanza dalla sua rivale. Bunker sapeva che le spese che lui doveva sostenere per mantenere l’ufficio a Kansas City erano inferiori di quelle che affrontava la Rice a Manhattan.  Questa differenza di costo della vita permetteva a Bunker di comprare molti spazi pubblicitari in riviste pulp. Già nel 1938 il corso di Bunker contava più iscritti di quello della Rice: un motivo era la pubblicità, l’altro il prezzo. Louise Rice chiamava gli studenti e allievi di Bunker i “Bunkerites”, non senza lasciare Bunker costernato. Nel 1941 Bunker pensò di offrire ai suoi studenti di comprare capitali azionari in compartecipazione. L’idea era che gli studenti si sarebbero dati da fare per trovare nuovi studenti, ma non funzionò. “Nessuno di loro era interessato a  sposare la causa della società”, come disse in seguito Bunker. L’iniziativa dimostra tuttavia la natura imprenditoriale di Bunker.

Dopo la II Guerra Mondiale

Dopo la II Guerra Mondiale il livello competitivo si fece più acceso. Tra il 1935 e il 1950 iniziò la sua attività negli USA l’associazione Refugee European Graphologist (Grafologi Europei Profughi). Oltre a Bunker c’erano molti altri grafologi che offrivano corsi per corrispondenza: Walter Mann del Psychographic Institute di Asheville nel North Carolina (1945 – 1947), Irene Marcuse dell’Hampton-Marcuse Institute di New York (1945 – 1953) e Kay Wolley dell’Academy of Scriptology in California (1957 – 1961).

Dopo il 1947 alcuni studenti di Bunker proposero i loro corsi. Come se questo non bastasse un numero sempre crescente di studenti in corso o già diplomati delusi dalla sua scuola, iniziarono a sporgere lamentele presso le istituzioni e gli enti federali. Nel 1948 un investigatore dell’ente Federale per il Commercio intimarono a bunker di cessare immediatamente l’uso del titolo “Dottore” o qualunque altra iniziale prima del suo nome. Nel 1949 la Commissione Federale per il Commercio gli fece togliere il titolo “Istituto” dalla sua pubblicità per i corsi di grafo-analisi, finché nel 1950 fu emanato l’ordine di cessare l’attività. Queste vicende indussero Bunker a riscrivere i suoi corsi molte volte e a rinominare, già nel maggio 1949, la sua scuola IGAS Inc. (International Grapho-analysis Society).

In questo modo Bunker poteva continuare a pubblicizzare e vendere i suoi corsi e altre pubblicazioni che in qualche modo avevano a che fare con la grafo-analisi. Le quote associative ricevute da studenti e diplomati facevano parte di un accordo di franchising per l’uso delle espressioni “grafo-analysis” e “grapho-analyst”.

Nel 1957 Bunker escogitò un Codice Etico per controllare gli studenti e i diplomati, evitare futuri problemi  e impedire agli studenti di spendere i loro soldi altrove. Secondo Bunker il primo criterio di lealtà era la fedeltà degli studenti al suo insegnamento e ai suoi avvertimenti, tenendosi invece lomtano da altre scuole o da testi grafologici di altri metodi. Nonostante tutto un dissidente ci fu e fondò un gruppo sperimentale di studio nello stato di New York. Verso il 1957 un altro diplomato della scuola di Bunker, Charlie Cole, fondò la Handwriting Analysis Workshop Unlimited (HAWU) e un corso di grafologia per corrispondenza. Queste lezioni si basavano sullo Psicogramma di Klara Roman. K.K. Golson, un altro studente, nel 1958 fondò in California lo Scriptology  Institute Inc. e un corso intitolato Scriptology con una dispensa di oltre cento pagine e un prezzo minore di quello di Bunker.

E’ certo che Bunker fece molto per la diffusione della grafologia negli Stati Uniti, ma al tempo stesso la denigrava per abbassare il livello competivo e diffondere i suoi corsi per corrispondenza. Bunker pagò per la pubblicazione di un suo libro scritto sotto il nome di David Ord. In questo libro attacca la grafologia e incensa la grafo-analisi appellandosi in malafede al fatto che si tratterebbe di uno studio oggettivo. Ciò cui lui mirava era creare un “culto” di seguaci della grafo-analisi. Prentendeva che i suoi studenti non osassero neanche avvicinarsi a libri di grafologia.

Quando nel 1959 la salute di Bunker cominciò a mostrare segni di cedimento, questi chiese a Peter Ferrara di assumere la guida dell’IGAS. Bunker morì il 3 aprile 1961 in un ospedale di Phoenix dopo una serie di infarti:

Jean-Charles Gille-Maisani nel 1991 a proposito dell’IGAS disse: “Nonostante il coscienzioso lavoro  di molti autori che si avvalgono di questo metodo e le interessanti osservazioni che talora i loro studi contengono, non ho dubbi nel ritenere che la Grafo-analisi abbia penalizzato la diffusione della grafologia negli Stati Uniti e in Canada”.

Discussione

Vorrei esporre alcune delle considerazioni stimolate da questi dati, utili a chiarire lo stato attuale della grafologia in America.

Le grandi dimensioni del continente Nordamericano potrebbero essere uno dei motivi per cui i corsi per corrispondenza su qualunque cosa hanno avuto tanto successo e non poteva accadere diversamente per i corsi di grafologia. Bisogna riconoscere a Milton Bunker il merito di averlo capito bene. Questa situazione esiste tutt’oggi e la formazione a distanza per apprendere l’interpretazione della scrittura è ancora molto popolare. E questo accade anche se molti sostengono che in questo modo non si può né insegnare né imparare bene.

Una seconda osservazione riguarda la promozione della grafologia. Le tecniche di commercializzazione e vednita della grafologia negli USA presentano uno schema preciso. La prima mossa riguarda le rubriche e l’offerta di analisi grafologiche. I dati dimostrano che questo tipo di iniziative riscuotevano interesse e successo. Poi si passò alla radio e infine alla televisione. Di nuovo ecco una quantità di dispense e libri autoprodotti con istruzioni pratiche che hanno inondato il mercato. Queste iniziative però sono state sicuramente utili a diffondere la conoscenza della grafologia. In Europa al contrario la coscienza e la conoscenza della grafologia  si è diffusa per passaparola o con l’insegnamento diretto o in alcuni casi addirittura con lezioni private.

Una terza osservazione riguarda la breve durata dei gruppi grafologici di studio. Ci sono molti gruppi che si sono formati e dissolti nello spazio di breve tempo e l’IGAS è un’eccezione, anche se in effetti non si trattava di un’associazione di studiosi ma di una società. La Società di Grafologia Francese ha proposto delle interessanti osservazioni su questa instabilità (La graphologie n.50, 12- 15): “La nostra impressione, in base ai documenti ricevuti, è che la grafologia negli Stati Uniti non abbia conosciuto il livello di sviluppo verificatosi in Europa, soprattutto in Germania, Francia, Svizzera e Gran Bretagna. Non esistono riviste come la nostra Graphologie, dove vengono trattati e discussi argomenti pratici e teorici di grafologia”. L’articolo continua “La regola della American Graphological Society è che il presidente deve cambiare ogni due anni. Abbiamo dei dubbi sul fatto che una consuetudine di questo tipo possa favorire la continuità degli sforzi”.

Nella maggior parte dei gruppi grafologici in America, si è avverato uno strano parallelismo. In tutti i casi la disgregazione del gruppo è stata causata da dissenso e sentimenti negativi tra i membri del gruppo. In ciascun gruppo si forma un’elite del potere che in qualche modo cerca di trarre vantaggi personali a spese degli altri. Oltre la metà di questi gruppi aveva messo insieme delle discrete biblioteche di grafologia che sono poi silenziosamente sparite per finire nelle mani dell’elite del potere. I conflitti di interessi insieme all’egoismo e al protagonismo hanno portato questi gruppi allo sbando.

L’amministratore e il curatore della HARL hanno tratto una morale da tutto ciò. Sono consapevoli del fatto che negli Stati Uniti dovrebbe esistere una biblioteca di grafologia, preferibilmente non-profit, a-politica, anti-settaria, che si autofinanzi, che si basi sui principi della libertà di ricerca intellettuale e sualti standard di qualità nello studio e nell’etica, ugualmente aperta a tutti i ricercatori onesti e sinceri, senza mai però favorire nessuna specifica scuola di pensiero.

E’ ovvio che un breve articolo non può descrivere esaurientemente lo sviluppo della gerafologia negli Stati Uniti. Questo articolo ha l’obiettivo di incoraggiare il lettore a saperne di più. Questa descrizione dovrebbe fornire ai ricercatori le direzioni su cui indirizzare ulteriori indagini.


Riferimenti  

Backman RE (2001) The Origins of Slant Measurement.  International Graphologist, May 18-22

Backman RE (1991) Graphomancy Revisited, HARL Monograph, Greenfield, Mass.

Backman RE (1989) Conflict of Interest (HARL Memo 31 January)

Backman RE (1947) Interview with Louise Rice, Boonton, NJ,

Backman RE (nd) Mary Hanna Booth  (HARL Memo)

Balkin H H (1918) The New Science of Analyzing Character

Beauchamp G E (1911?) Practical Method of Reading Character from Handwriting (New York)

Booth MH (1911) Correspondence Course   (Oxford, Mass 1907-1911)

Byerley T (1823) Characteristic Signatures, London

Byram JH (1935) Character. A Study of the relations of handwriting to character.   Hillside, NJ, Osborne Press, 122pp

The Canadian Analyst (1977) Sept, page 10

Crépieux-Jamin J. trans.Busse H. (1901) Handschrift und Charakter.   Leipzig

D'Israeli I (1824) Autographs in Curiosities of Literature.

Gille-Maisani J-G (1991) The Psychology of Handwriting, Scriptor, London

Hall E M (1911) The Black Trail. (Collection of 12 short stories involving graphology)

Hall E M (1912) Graphology: the brain behind the pen. Greaves Pub. Co.

Hausam L H (1910) Booklet on graphology (16pp)

Howard  C (1904) Graphology. Penn. (reprinted in Philadelphia 1911)

Moreau de la Sarthe, J-L (1806)   Réflexions sur les caractères tirés de la forme de l'écriture.

Olyanova N (1977) Oh! Pioneer (AAHA News October  pp6-7)

Ord D (1959) Handwriting analysis: an objective study. New York: Philosophical Library p.54

Rexford J (1905) What Handwriting Indicates: An analytical graphology. Balkin, New York

Rice L (1946) Correspondence Course (Rice Institute of Graphology, New York City 1924-1946)

Sands, RC (1838) Thoughts on Hand-writing.  Knicker-Bocker, October, Vol 12, pp318-324  

Sears H S (1907) Grapho-psychology. Sears Investment Co., Boston, 58pp

von Hagen H (1902) Reading Character from Handwriting.  New York City

SFDG Journal              No 50. pp12-13           No 75, page 25  


Note

1.    Dopo una carriera di 16 anni nell’insegnamento della biologia ai livelli secondario ed universitario, Graziella Pettinati decide di mettere le sue conoscenze della scrittura al servizio della gente e delle imprese e fonda nel 1997, “Graffiti Bureau d’études graphologiques”. Oltre i servizi di consultazione (selezione e valutazione del personale, attitudini professionali, analisi di personalità, perizie su scritture: lettere anonime, graffitis, falsificazioni, ecc..) “Graffiti Bureau d’études graphologiques” offre conferenze e laboratori di sensibilizzazione alla grafologia a vari gruppi di professionisti (insegnanti, consulenti in risorse umane, in orientamento, carrierologi, ecc.). Dal settembre 2000, “Graffiti Bureau d’études graphologiques”, scuola accreditata dall’Associazione dei grafologi del Québec, offre un programma di formazione in grafologia di 450 ore, con la partecipazione del Campus Notre-Dame-de-Foy.


Note

1.         Bob Backman is curator of the Handwriting Analysis Research Library.  He and Bunker exchanged correspondence from 1946 to 1954.

2.         Joanne Garland and Nigel Bradley assisted in the production of this article. Italian translation by Sabina Maffei. Translated from English..

3.         The names of some protagonists mentioned above are listed

            Bailey, Prentiss

Beauchamp, George E.

            Booth, Mary Hanna

Bunker, Milton N.

            Byram, J. Holbert

Downey,  June

            Ferrara, Peter

Hagen, Hugo von

            Hall, Edith Macomber

Hausam, Louis H

Howard, Clifford

            King, Helen

Lucas, Dewitt B.

            Olyanova, Nadya

Rice, Louise

Robinson, Helen

            Sara, Dorothy

            Sears, Julia Seton

Smith,  Albert L.

            Spencer, Shirley

            Stafford, Muriel

Wells, Samuel Robert  


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